9 Giugno 2018: il nostro matrimonio

Il 9 Giugno 2018 è stato un giorno importante. Il nostro giorno. Il nostro matrimonio.
Un nuovo traguardo raggiunto insieme.

Ci siamo innamorati sette anni fa e la nostra storia è stata un susseguirsi di emozioni intense.
Sono rimasta incinta molto presto e molto giovane, ma questo per noi è stato un regalo immenso, che ci ha uniti ancora di più e ha fatto crescere il nostro amore.
Sono sette anni che stiamo insieme. Sette anni di alti e bassi. Di momenti stupendi, di emozioni incredibili, di successi, di sorrisi, di risate, di divertimento e di amore. Sette anni in cui ci sono anche stati dei momenti no e diverse difficoltà da affrontare. Abbiamo avuto diverse crisi, inutile negarlo, eravamo così giovani, così impulsivi (un po’ lo siamo ancora) e così immaturi.
Non è certo stato facile.
Ma siamo ancora qui, nonostante tutto.
Ci siamo presi per mano e ci siamo scelti ogni giorno, camminando insieme, vivendo insieme, amandoci.
Siamo riusciti ad affrontare ogni cosa, bella e brutta, insieme, spesso litigando, ma senza mai separarci. E continuiamo a farlo in nome dell’amore che ci unisce.

E poi è arrivato il 9 Giugno. Giorno in cui abbiamo rinnovato una promessa che ci eravamo già fatti molto tempo fa. Quando abbiamo pronunciato il nostro “Si”, con tutto il cuore, con tutto l’amore, davanti alle persone a cui vogliamo bene, davanti a nostra figlia, che è il nostro amore più grande.
Mi avevi chiesto di sposarti quando siamo andati a vivere insieme, una sera mentre mettevamo insieme tutti i nostri libri nella stessa libreria. I libri erano tutti per terra, io ci camminavo sopra come fosse uno di quei percorsi che mi divertivo a fare da bambina, mentre nostra figlia dormiva tranquilla nella sua culla. Mi hai chiesto di sposarti in mezzo ai libri, che sono una delle passioni che ci lega.

Quei due si amavano, si regalavano libri. (Erri De Luca)

Abbiamo deciso pochissimo tempo fa di sposarci realmente, nonostante fossero passati anni dalla proposta. Abbiamo deciso di fare una cosa molto semplice, con pochissimi invitati e pochissimi dettagli. In Comune, ovviamente, e con il minimo essenziale. Ma quel minimo essenziale ha reso il nostro matrimonio speciale. Ci siamo impegnati e abbiamo pensato a tutto ciò che volevamo, cercando di tenere tutti il più possibile fuori da questo nostro momento. Non è stato facile, ma ne è valsa la pena. Perché il nostro giorno è stato bellissimo. Semplice e stupendo. La cerimonia in Comune è stata molto veloce, ma anche romantica, grazie a questa stupenda poesia che è stata letta a sorpresa.

“Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.” (Erri De Luca)

La cosa più emozionante della cerimonia, però, è stato il momento in cui nostra figlia Sofia ci ha portato le fedi, con quella sua espressione timida, con quel suo modo di fare così dolce e delicato, e con il cuscino di Topolino e Minnie che ha scelto insieme a me. Era così agitata all’idea di portare le fedi. Non è riuscita a dormire e si è fatta venire il mal di pancia dall’ansia. Tutta sua mamma. Ma poi ha avuto coraggio e ci ha portato le fedi con la dolcezza che la caratterizza. E in quel momento l’amore è esploso in maniera ancora più forte. Anche perché ho sempre desiderato che mia figlia mi facesse da damigella al matrimonio.

Dopo la cerimonia siamo andati a fare le foto, che non vedo l’ora di vedere, ed è stata un’ora davvero bella e divertente. Per noi le foto sono sempre state importanti, e tu sei un fotografo per passione, quindi questo momento non poteva che essere speciale.
Dopo le foto siamo andati a mangiare nel ristorante che abbiamo scelto, la tensione è calata, ci siamo rilassati e divertiti con i nostri amici e con la famiglia. La torta era bellissima e buonissima. E abbiamo trascorso del tempo piacevole, tra sorrisi e risate, con la gioia e il divertimento di Sofia che ha riempito la tavolata.

Io e Sofia abbiamo tirato i nostri bouquet e poi non sono mancati i giochi davanti al ristorante per far divertire Sofia. Ci ha fatti giocare tutti ad un due tre stella e alle belle statuine. Ci ha fatti tornare tutti bambini e ci siamo divertiti tantissimo.

Il nostro matrimonio è stato un giorno semplice, ma bellissimo. Come lo desideravamo noi. E per questo siamo immensamente grati e felici.

Ora mi rivolgo direttamente a te, che ora sei mio marito, per dirti grazie perché abbiamo fatto di quel “nonostante tutto” la nostra forza. Ci siamo sempre tenuti per mano e ci siamo amati dal primo giorno. Sposarti è stata la scelta giusta, perché sei un buon compagno di vita, un buon amico e soprattutto un papà meraviglioso, sempre attento e presente, sempre pronto a giocare e prendersi cura di noi. Ti amo. Anzi, ti amiamo.

Chiara

1 Comment

  1. Auguroni ragazzi!
    Bell’articolo

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