Punto e Virgola Mamma in trasferta: il Museo di Storia Naturale

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A causa di tutte le influenze del primo anno d’asilo, era un po’ che non uscivamo di casa, per questo abbiamo deciso di fare qualcosa di speciale tutti e tre insieme.
La scelta è ricaduta su una piccola trasferta culturale: il Museo di Storia Naturale.
Entrare in questo grosso Museo, pieno di stanze con vetrine intere dedicate ad animali di ogni tipo, ha suscitato in Sofia emozioni contrastanti.
Una parte di lei era eccitatissima, entusiasta e curiosa di esplorare il magico mondo animale che ama così tanto.
Ma l’altra parte era più che altro titubante, spaventata, intimorita da quegli animali così grandi, che sembrava Orango jpegpotessero muoversi da un momento all’altro.
La prima stanza era dedicata alle scimmie. Abbiamo studiato l’evoluzione, cercando di capire i vari cambiamenti visibili sugli scheletri, e abbiamo conosciuto intere famiglie di babbuini, macachi e scimpanzè, fino ad arrivare al grande imponente orango, molto più inquietante di Re Luigi de Il Libro della Giungla.
Abbiamo visto i lemuri, e non siamo riuscite a non cantare “Mi piace se ti muovi, mi piace quel che muovi…e allora muovi!“, ma ci siamo incantate perfino davanti a topi e roditori di ogni genere e misura.
Un attimo di paura lo abbiamo avuto di fronte ad una grande e maestosa leonessa sdraiata, così bella e potente da mettere a disagio chiunque.
Sofi, vai lì che ti faccio una foto con la leonessa
No, mamma, vacci tu
Ma guarda che non ti fa niente, c’è pure il vetro!
Fammelo toccare il vetro, così ci credo
(Figlia malfidente)
Occhio della tigreAbbiamo sognato e viaggiato tra leoni, tigri, leopardi, ghepardi, linci, gatti selvatici e puma.
Siamo finiti sott’acqua a scoprire il mondo delle tartarughe, di pesci, crostacei, molluschi e mammiferi di ogni tipo.
Abbiamo alzato per un attimo la testa e appeso al soffitto, proprio sopra di noi, abbiamo visto lo scheletro di una balena, così lungo e grande da far venire i brividi.
Poi siamo entrati nella stanza degli uccelli, ed erano così tanti e così pieni di colori che ci siamo letteralmente incantate di fronte a tanta bellezza. Abbiamo avuto, anche, un bell’incontro con gli struzzi, i pennuti più grandi del mondo.
Struzzi jpegSofia si divertiva se le leggevo i nomi, e rimaneva affascinata davanti ai nidi con le uova dentro. Li contava, sceglieva i colori che le piacevano di più, e notava le differenze di grandezza.
Ad un certo punto era così stanca che l’unica cosa che le interessava davvero del Museo erano le sedie, ma siamo lo stesso riusciti a coinvolgerla a guardare l’elefante, il delfino e l’alce, che ci ha lasciato senza parole per quanto era grande.
Riuscivamo a trovare tutti, ma proprio tutti.
C’era Simba, Mufasa, Sarabi, Pumba, Re Julian, Alex il Leone, Ciuchino, Edwige di Harry Potter, la renna Sven di Frozen, e chi più ne ha più ne metta.
Gufo 1C’era perfino Dracula sottoforma di pipistrello!
Ci siamo divertiti moltissimo. Io, personalmente, sono rimasta incantata davanti ai gufi!
Ma Sofia si è innamorata delle farfalle. Erano bellissime, di ogni colore, gialle, blu, verdi, viola. Potevi restare ad osservare le sfumature dei loro colori per ore intere.
Per quanto riguarda la serie infinita di scarafaggi, api e ragni, preferisco non pronunciarmi!
E’ stato, infine, molto bello anche osservare i tantissimi minerali e fossili presenti all’interno del Museo. Un insieme di storia, colori e scoperte che avrebbero affascinato chiunque.
Il pomeriggio è passato velocemente, ed è stato bellissimo e molto molto interessante.
Farfalla BluSofia si è divertita, anche se la stanchezza in alcuni momenti l’ha spinta a fare un po’ di capricci. Ma l’importante è che ha imparato tante cose nuove, è rimasta stupita e ha riso tantissimo.
Un luogo che consiglio a tutti, perché sicuramente i bambini ne rimarranno affascinati ed incantati.

Chiara

Le foto sono di Alessio Polimeni

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