Bambini e paure: quali sono e come affrontarle

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Ad ogni genitore, prima o poi, capita di ritrovarsi spiazzato e di sentirsi impotente di fronte alle paure dei propri bambini che, soprattutto da più piccoli, sono tante e difficili da gestire.
Le paure rappresentano una vera e propria reazione di difesa da tutto ciò che il bambino non conosce e, per gestirle nel migliore dei modi, è molto importante che i genitori sappiano che sono parte del normale processo di crescita. Non a caso i momenti in cui i bambini hanno maggiormente paura sono tra i 2 e i 3 anni e i 5 e i 7 anni, cioè durante due periodi molto importanti e significativi dello sviluppo, come lo svezzamento, l’inizio dell’asilo e l’inizio della scuola. In questi periodi, in cui il bambino teme l’allontanamento dalla mamma, le paure diventano più intense e frequenti, e riguardano soprattutto il timore di rimanere soli o di essere abbandonati.
Per questo motivo le mamme e i papà devono mantenere la calma, farsi vedere tranquilli, e spiegare con tutta sincerità quello che sta accadendo, distinguendo ciò che è reale da ciò che è finzione. L’onestà sta alla base del rapporto tra genitori e figli nei momenti di paura, e non solo.
La lista delle paure dei bambini potrebbe diventare infinita, soprattutto in tenera età quando il mondo è quasi completamente sconosciuto ai loro occhi ed ogni cosa può essere percepita come una minaccia. I piccoli si sentono totalmente indifesi, e la loro unica autodifesa contro l’ignoto è, appunto, la paura stessa.
Affrontare i momenti di crisi e le paure dei propri figli spesso è più difficile di quanto si immagini, ma se si mantiene la calma, si parla in modo sincero e con estrema delicatezza l’aiuto che i grandi possono dare ai bambini è estremamente essenziale. E’ molto importante mostrarsi interessati e desiderosi di ascoltare ciò che il bambino ha da dire, ponendogli domande per approfondire le sue paure, e dargli tutto il tempo di cui ha bisogno per comprendere, accettare e affrontare in modo autonomo le sue ansie. E’, invece, completamente sbagliato deridere i bambini, forzarli ad essere coraggiosi, sgridarli o ignorarli.

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Ma quali sono le paure più frequenti?

Il buio: questa è una delle paure più frequenti, in quanto al buio i bambini non riescono a vedere ciò che li circonda e questo li rende più indifesi e vulnerabili. Stare con loro al buio potrebbe aiutarli a sentirsi più a loro agio e a capire che ci sarà sempre qualcuno pronto a proteggerli.

La separazione e la solitudine: i bambini hanno paura di essere abbandonati, di rimanere soli e di non veder tornare chi si allontana da loro. Per aiutarli si può iniziare insegnandogli qualche gioco da fare da soli, restando con loro nella stanza facendo dell’altro, e piano piano iniziare a cambiare stanza. Così come diventa importante sottolineare che tornerete da loro ogni volta che vi allontanerete.

I mostri e i fantasmi: la grande immaginazione dei bambini li spinge spesso a vedere mostri e fantasmi pronti a far loro del male. Per aiutarli a superare questa paura, prima di farli addormentare si possono controllare gli angoli della stanza, il letto, l’armadio e tutti i luoghi dove i mostri potrebbero nascondersi, rassicurandolì dicendo loro che non è entrato nessuno. Si possono usare spray antimostro oppure cartelli di divieto di ingresso ai mostri. Con la fantasia si può sconfiggere questa paura.

Gli incubi: i bambini spesso fanno fatica a distinguere la finzione dalla realtà, perciò fare degli incubi può essere traumatizzante per loro. Solitamente i peluche e la consapevolezza di poter contare su mamma e papà in ogni momento li aiuta a superare questa paura.

Gli sconosciuti: i bambini hanno spesso paura degli estranei o di persone che frequentano meno rispetto ad altri. Vedere i genitori tranquilli e amichevoli con queste persone li aiuta a tranquillizzarsi.

Tra le altre paure, i bambini provano spesso quella per le condizioni metereologiche, spesso percepite come minacce, o quella per i dottori, che vengono associati al dolore. La lista delle paure dei bambini, però, potrebbe davvero essere infinita e la cosa più importante è la comprensione da parte dei genitori che in questi casi, e non solo, sono visti come unica fonte di protezione e sicurezza dal bambino.

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