{"id":2477,"date":"2020-08-31T22:27:48","date_gmt":"2020-08-31T20:27:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.puntoevirgolamamma.it\/?p=2477"},"modified":"2020-08-31T22:27:51","modified_gmt":"2020-08-31T20:27:51","slug":"bambini-sono-stati-messi-ultimo-posto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntoevirgolamamma.it\/index.php\/2020\/08\/31\/bambini-sono-stati-messi-ultimo-posto\/","title":{"rendered":"I bambini sono stati messi all&#8217;ultimo posto"},"content":{"rendered":"<!--CusAdsVi1-->\n<p>Ho deciso di parlare anche io di questa pandemia, del lockdown che abbiamo vissuto e dell&#8217;ansia per il rientro a scuola. <br>La frase che meglio descrive tutto quello che \u00e8 accaduto \u00e8 questa: <strong>i bambini sono stati messi all&#8217;ultimo posto<\/strong>. <br>Quello che hanno vissuto tutti i bambini del mondo negli ultimi sei mesi \u00e8 indescrivibile, \u00e8 un trauma che \u00e8 molto difficile da superare e che lascia segni profondi dentro.<br>Ma cerchiamo di andare passo per passo. <\/p>\n\n\n\n<h2>La chiusura totale<\/h2>\n\n\n\n<p>Voi ve lo ricordate il momento in cui avete ricevuto la notizia che le scuole avrebbero chiuso? Io si, eravamo appena tornati a casa da una festa di compleanno di una compagna di classe di mia figlia. Lei era nella doccia, quando ho letto la notizia ancora prima che arrivasse l&#8217;avviso sulla chat di classe. <br>Una notizia che \u00e8 stata come <strong>una secchiata di acqua gelata<\/strong>. Avevano parlato inizialmente di una o due settimane, ma non era difficile capire che in realt\u00e0 la scuola aveva chiuso e basta.<br><br>In quel momento qualcuno ha pensato ai bambini? A come avrebbero reagito? No, si sono ritrovati a non vedere pi\u00f9 compagni e maestre da un giorno all&#8217;altro. Cos\u00ec come le compagne di danza, di catechismo e di tutte le altre attivit\u00e0 che sono abituati a svolgere. <br>Con la scusa che tanto si abituano a tutto, gli \u00e8 stata tolta ogni cosa all&#8217;improvviso. <\/p>\n\n\n\n<h2>La quarantena<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando la scuola ha chiuso, per qualche giorno noi abbiamo continuato ad uscire. Le informazioni erano vaghe, non si capiva per niente quello che bisognava fare. <br>Poi da un giorno all&#8217;altro <strong>hanno chiuso definitivamente tutto<\/strong>. I bambini a quel punto non hanno pi\u00f9 potuto neppure fare una passeggiata, sono rimasti chiusi in casa per mese, senza lamentarsi troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo fatto quegli stupidi disegni &#8220;<em>andr\u00e0 tutto bene<\/em>&#8220;, ci siamo inventati qualsiasi cosa per farli giocare e vederli contenti ugualmente, ma gli \u00e8 stato strappato via un pezzo. Non hanno pi\u00f9 visto gli amici, i nonni, le maestre. Hanno improvvisamente <strong>scoperto le videochiamate<\/strong>, l&#8217;unico modo per vedersi e giocare un po&#8217;, anche se a distanza. <\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei bambini in questo periodo ha sviluppato ansie, paure, tristezza, hanno fatto qualche passo indietro nel linguaggio e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. <\/p>\n\n\n\n<h2>La didattica a distanza<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo settimane chiusi in casa, facendo qualche compito leggero dato dalle maestre tramite la chat di classe, \u00e8 arrivata<strong> la didattica a distanza<\/strong>. Un incubo. I bambini, che tanto cercavamo di tenere lontani dagli schermi, si sono ritrovati di fronte ad un pc, con la connessione quasi sempre lenta, a cercare di capire le nuove lezioni e i compiti da fare. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra loro e la maestra c&#8217;era uno schermo. Non si potevano toccare, non potevano suggerire, non potevano ridere e abbracciarsi. Qualcuno ha definito la didattica a distanza un successo.<\/p><!--CusRndVi-->\n\n\n\n<p>Questo qualcuno, e non voglio fare nomi di politici su questo blog, forse non ha visto cosa \u00e8 successo. Non ha visto <strong>le lacrime, lo sconforto, le urla<\/strong>. Non ha visto quanto si sono sentiti scoraggiati i bambini di fronte a questa metodologia di studio. Non ha visto quanto \u00e8 stato difficile capire, sia per i bambini che per gli adulti, e quanto si \u00e8 rimasti indietro nel programma. <\/p>\n\n\n\n<h2>La riapertura<\/h2>\n\n\n\n<p>Ad un certo punto qualcuno ha deciso che era arrivato il momento di riaprire tutto. Anzi, quasi tutto. Perch\u00e9 in quel preciso momento i bambini, come al solito, sono stati gli ultimi a cui pensare. <br>Io lo ricordo bene quando non potevamo comprare <strong>un quaderno e dei pennarelli<\/strong> ai nostri figli perch\u00e9 non erano considerati beni di prima necessit\u00e0. Ma chi ha deciso che il materiale da cartoleria non \u00e8 un bene di prima necessit\u00e0 per bambini che sono chiusi in casa da mesi? <br>Nei supermercati addirittura chiudevano questi reparti. Potevamo entrare a comprare da mangiare, ma non ci era permesso aggiungere un quaderno alla spesa. Stessa cosa con i giocattoli ovviamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Hanno aperto i ristoranti, gli hotel, i locali, le discoteche, ma per lungo tempo i bambini <strong>non potevano andare a giocare al parco giochi<\/strong>. Hanno aperto tutto, pensando agli adulti, al turismo, a spingere le persone a fare le vacanze. E i bambini? <\/p>\n\n\n\n<h2>Il rientro a scuola<\/h2>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;argomento che mi sta pi\u00f9 a cuore. I nostri bambini hanno patito troppo in questi sei mesi e non \u00e8 giusto. Hanno diritto di <strong>tornare a scuola<\/strong> in sicurezza, tutti insieme, in presenza. Ma siamo sicuri che questo sia possibile?<\/p>\n\n\n\n<p>Io <strong>ho un&#8217;ansia tremenda per questo rientro<\/strong>. Speravo che tutto fosse svanito a settembre e, senza entrare nel profondo dei miei pensieri che so essere molto diversi da quelli della maggior parte delle persone, si riprendesse la scuola in totale libert\u00e0. Come prima. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo purtroppo non verr\u00e0 fatto. Alcuni indosseranno la mascherina e non potranno pi\u00f9 sorridere al proprio compagno. Ci sar\u00e0 il <strong>distanziamento<\/strong>, e questo significa che non potranno pi\u00f9 abbracciarsi. Non potranno scambiarsi pi\u00f9 le matite, prendersi per mano, fare i compiti nello stesso banco. <\/p>\n\n\n\n<p>La maestra sar\u00e0 l\u00ec, per loro, a sostenerli, ma non potranno pi\u00f9 vederle il viso, il suo sorriso rassicurante. Tutti dovranno essere lontani e questo distrugge completamente gran parte della scuola. Perch\u00e9 non si parla solo di istruzione, che \u00e8 importantissima, ma si parla anche di <strong>stare in compagnia<\/strong>, con i propri amici, fare qualche marachella, ridere, abbracciarsi e toccarsi, creare ricordi meravigliosi. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>I bambini sono stati messi all&#8217;ultimo posto. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chiara<\/p>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho deciso di parlare anche io di questa pandemia, del lockdown che abbiamo vissuto e dell&#8217;ansia per il rientro a scuola. La frase che meglio descrive tutto quello che \u00e8 accaduto \u00e8 questa: i bambini sono stati messi all&#8217;ultimo posto. 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