{"id":2222,"date":"2019-11-05T16:12:58","date_gmt":"2019-11-05T15:12:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.puntoevirgolamamma.it\/?p=2222"},"modified":"2019-11-05T16:31:11","modified_gmt":"2019-11-05T15:31:11","slug":"aborto-spontaneo-la-mia-esperienza-lunga-e-psicologicamente-devastante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.puntoevirgolamamma.it\/index.php\/2019\/11\/05\/aborto-spontaneo-la-mia-esperienza-lunga-e-psicologicamente-devastante\/","title":{"rendered":"Aborto spontaneo: la mia esperienza lunga e psicologicamente devastante"},"content":{"rendered":"<!--CusAdsVi1--><p>L&#8217;<strong>8 Marzo 2019<\/strong> ho scoperto di essere incinta del mio secondo figlio.<br \/>\nLa mia gravidanza purtroppo si \u00e8 interrotta a 6 settimane e qualche giorno per via di un aborto spontaneo.<br \/>\nOggi <strong>5 Novembre 2019<\/strong> avrei avuto il termine per il parto, per questo ho scelto questo giorno per raccontare la mia esperienza, che \u00e8 stata lunga e molto dolorosa psicologicamente.<\/p>\n<h2>Il giorno in cui \u00e8 iniziato il mio aborto spontaneo<\/h2>\n<p>Era il <strong>18 Marzo<\/strong> e quella mattina avevo appena rinnovato la patente. Ero un po&#8217; agitata perch\u00e9 aspettavo i risultati di un esame del sangue che mi servivano per smentire un piccolo problema che era emerso nei precedenti esami.<br \/>\nSi \u00e8 trattata di una manciata di attimi. Un momento mi sono sentita sollevata per via della scoperta che gli esami erano perfetti e che quel piccolo problema era dovuto ad una contaminazione avvenuta a causa di un errore commesso dove avevo effettuato i primi esami. Il momento dopo sono sprofondata negli abissi.<br \/>\nEro in bagno a fare pip\u00ec, ma quando mi sono pulita ho visto una grande quantit\u00e0 di sangue. Mi si \u00e8 gelato il sangue immediatamente, ho subito chiamato mia mamma, il mio ginecologo e la mia dottoressa per avere conforto e una spiegazione. Continuavo a sperare che non fosse cos\u00ec, ma dentro avevo capito quello che stava accadendo, tanto che non avevo neppure il coraggio di tirare la catena del bagno.<br \/>\nPoco dopo il sangue non accennava a fermarsi, cos\u00ec ho deciso di <strong>andare al pronto soccorso<\/strong>, dove mi hanno fatta immediatamente passare in attesa del medico.<br \/>\nHanno subito effettuato l&#8217;esame per le beta, ma del dottore neanche l&#8217;ombra. Hanno quindi deciso di portarmi nel <strong>reparto maternit\u00e0<\/strong> (che idea geniale). Ero su una barella che piangevo per la consapevolezza di quello che stava accadendo, ma loro hanno deciso di mollarmi in corridoio davanti alla porta di una stanza dove c&#8217;era una donna che aveva appena partorito. <strong>Non ho percepito alcun tipo di sensibilit\u00e0<\/strong> e per questo mio marito, che \u00e8 sempre stato al mio fianco, ha chiesto a gran voce di spostarmi di l\u00ec e mettermi da un altra parte.<br \/>\nSono stata <strong>cinque ore su una barella<\/strong> in fondo ad un corridoio senza sapere se l&#8217;aborto era avvenuto o se si trattava solo di una minaccia. Mi hanno lasciata l\u00ec, venendo ogni tanto a dirmi di controllare se il sangue aveva smesso di fluire. Dopo ben cinque ore si \u00e8 presentato un medico per visitarmi, che mi ha spiegato che a sei settimane non sempre si riesce a vedere il feto per cui, per quanto fosse abbastanza sicuro si trattasse di un aborto, non poteva escludere che in realt\u00e0 fosse solo una minaccia. Cos\u00ec ha deciso\u00a0 di tenermi l\u00ec per una notte, in attesa della perdita di sangue pi\u00f9 abbondante che avrebbe ripulito tutto. Questa perdita non \u00e8 arrivata, anzi il sangue si \u00e8 fermato, per cui la mattina dopo il medico mi ha dimesso con <strong>la prescrizione di ovuli di progesterone<\/strong> per salvare la situazione se fosse stata una semplice minaccia.<\/p>\n<h2>La prima visita dopo una settimana<\/h2>\n<p>Dopo una settimana di riposo assoluto, in cui non mi sono mai mossa dal letto e dal divano, sono andata in ospedale per la <strong>visita di controllo<\/strong> che avrebbe dovuto dirmi se era stata una minaccia d&#8217;aborto o un vero e proprio aborto. Il medico non ricordava chi ero e cosa aveva visto con l&#8217;ecografia precedente. Me ne ha fatta un&#8217;altra in cui ha visto anche il sacco vitellino oltre alla camera gestazionale, ma non ha saputo dirmi se era un buon segno perch\u00e9 non ricordava pi\u00f9 cosa aveva visto nella precedente ecografia, in cui tra l&#8217;altro non aveva scritto le misure della camera gestazionale per confrontarle con quelle di quel giorno.<br \/>\nMi hanno detto di <strong>continuare con il progesterone e di tornare per un ulteriore visita<\/strong> che avrebbe dovuto finalmente svelare se questo embrione era presente oppure no.<br \/>\nHo trascorso altri giorni a casa ferma, senza poter fare nulla, perch\u00e9 la prescrizione principale era il riposo. Mio marito e i miei genitori ogni giorno si sono alternati per badare a me, anche perch\u00e9 mi avevano detto che poteva venirmi un ulteriore perdita di sangue e in questo caso sarei dovuta tornare al pronto soccorso.<br \/>\nDopo qualche giorno ho iniziato ad avere paura che potesse venirmi un&#8217;infezione, cos\u00ec ho chiamato il medico dell&#8217;ospedale per chiedergli di anticipare l&#8217;appuntamento, ma lui non ricordandosi nuovamente di me mi ha detto che se volevo anticipare dovevo di nuovo passare dal pronto soccorso.<br \/>\nDopo questo comportamento <strong>ho deciso immediatamente di rivolgermi ad un medico privato<\/strong> per un altro parere.<\/p>\n<h2>La visita dal medico privato<\/h2>\n<p>Ho iniziato a cercare su internet il nome di un ginecologo privato e ho scelto quello che, a seconda dei giudizi, doveva essere uno dei migliori nella mia citt\u00e0. Il giorno in cui sono andata nel suo studio ho pensato a quanto fosse diverso il trattamento quando paghi dei gran soldi per una visita, per\u00f2 <strong>mi sono sentita pi\u00f9 al sicuro<\/strong>. Dopo avermi visitata, il medico mi ha detto che c&#8217;era stato <strong>un aborto spontaneo a sei settimane<\/strong> e che era completamente inutile prendere il progesterone. Mi ha detto di sospendere la cura e di richiamarlo dopo una settimana, perch\u00e9 sicuramente nei giorni seguenti alla sospensione sarebbe arrivata la perdita definitiva di sangue dovuta all&#8217;aborto.<br \/>\nHo continuato a stare a casa, pronta a correre al pronto soccorso da un momento all&#8217;altro. Ogni volta che andavo in bagno ero terrorizzata ma di contrazioni neanche l&#8217;ombra e neppure una minima traccia di sangue.<br \/>\nDopo una settimana ho telefonato al medico privato e gli ho detto che la tanto attesa perdita non c&#8217;era stata cos\u00ec lui mi ha dato immediatamente <strong>un appuntamento per il luned\u00ec seguente<\/strong> nell&#8217;ospedale in cui lavora, cos\u00ec da essere pronti nel caso fosse stato necessario un raschiamento.<\/p>\n<h2>La visita con il privato in ospedale<\/h2>\n<p>Il luned\u00ec mattina sono andata in ospedale e sono arrivata quaranta minuti prima del previsto. Mi sono seduta nella sala d&#8217;attesa e ho visto passare il medico privato che avrebbe dovuto visitarmi. Quando l&#8217;ho visto mi sono tranquillizzata, ho pensato che si sarebbe preso cura di me in quella <strong>situazione cos\u00ec complicata fisicamente e psicologicamente<\/strong>. Dopo un&#8217;ora, nonostante avessi gi\u00e0 comunicato anche all&#8217;infermiera di avere un appuntamento con lui, nessuno si \u00e8 fatto vedere. Io e mio marito siamo andati a chiedere e l&#8217;infermiera ci ha risposto che quel dottore era appena andato in sala operatoria per un intervento. A quel punto sono andata nel panico. Ho chiesto per quale motivo durante quell&#8217;ora di attesa non mi aveva visitato e mi \u00e8 stato risposto che <strong>era colpa mia<\/strong>, che quando l&#8217;ho visto passare avrei dovuto sbracciarmi per attirare la sua attenzione. Perch\u00e9 ovviamente non bastava il fatto che lui mi aveva dato un appuntamento e che avevo anche avvisato l&#8217;infermiera. Ero io che dovevo sbracciarmi, non loro che dovevano chiamarmi come mi avevano detto prima che entrassi in sala d&#8217;attesa.<br \/>\nA questo punto ho chiesto cosa dovevo fare e loro mi hanno detto che potevo aspettare lui, che ne avrebbe avuto per cinque ore, oppure farmi visitare da un altro medico passando per il pronto soccorso. Inutile scrivere quanto ho pianto e quanto ho urlato davanti a tutti, minacciando di chiamare immediatamente i carabinieri se non mi facevano subito visitare da qualcuno. Al <strong>pronto soccorso ginecologico<\/strong>, intanto, non avevano medici disponibili per cui mi hanno liquidata dicendomi che se avevo un appuntamento con un medico era solo un problema suo e non loro. Intanto passavano le ore e nessuno mi visitava. Fino a quando, mentre mi lasciavo andare all&#8217;esasperazione per la rabbia e lo sconforto che avevo lasciato esplodere, un medico si \u00e8 reso conto di cosa stava succedendo e <strong>si offerto di visitarmi lui<\/strong>. Mi ha detto che il giorno dopo sarei dovuta tornare per un day hospital in cui mi avrebbero sottoposto ad <strong>un aborto farmacologico<\/strong>.<br \/>\nQuando sono uscita dalla stanza ho incontrato il medico privato tanto elogiato su internet che era uscito dalla sala operatoria e gli ho chiesto spiegazioni. La sua risposta \u00e8 stata che se non si era presentato era solo colpa mia, perch\u00e9 avrei dovuto <strong>mandargli un messaggio su Whatsapp per ricordargli l&#8217;appuntamento<\/strong>. Poi ha girato i tacchi e se ne \u00e8 andato. Spero che al compleanno gli abbiano regalato un&#8217;agenda, perch\u00e9 non si \u00e8 mai visto che i medici danno gli appuntamenti e invece di scriverseli sono i pazienti che glieli devono ricordare.<\/p><!--CusRndVi-->\n<h2>Day Hospital e aborto farmacologico<\/h2>\n<p>Il giorno della terapia farmacologica ero molto spaventata e anche molto stanca, perch\u00e9 era quasi un mese che mi trovavo in quella situazione. Mi hanno ricoverata e mi hanno somministrato queste pastiglie per via vaginale, poi sono dovuta stare a letto in attesa delle contrazioni.<br \/>\nDopo qualche ora \u00e8 entrata una donna nella mia stanza e l<strong>e ho chiesto se dovevo ancora stare a letto<\/strong> o se potevo alzarmi e andare in bagno. Lei mi ha risposto di non muovermi, di continuare a stare a letto e di aspettare. Dopo un&#8217;altra ora, durante l&#8217;orario di visita, mio marito va a chiedere alle infermiere, che chiedono cosa ci facevo ancora a letto immobile. Quando ho descritto la donna che mi aveva detto di rimanere a letto loro mi hanno risposto che non avrei dovuto ascoltarla perch\u00e9 <strong>era una che lavorava in mensa<\/strong> e non un&#8217;infermiera. Come se fosse normale che una della mensa va a dare consigli alle pazienti. Tutto questo, tra l&#8217;altro, dopo che agli esami pre-ricovero <strong>mi ero sentita trattare come una donna pessima<\/strong> perch\u00e9 erano tutti convinti che il mio fosse un aborto volontario e non spontaneo. Che anche fosse stato volontario, nessuno avrebbe dovuto giudicarmi in quel modo.<br \/>\nIn ogni caso alle cinque del pomeriggio, alla visita di fine day hospital, io non avevo ancora avuto contrazioni e <strong>la mia situazione non era cambiata<\/strong> per niente. La dottoressa che mi ha visitata mi ha detto di aspettare ancora una settimana e mi ha dato altre<strong> pastiglie da prendere a casa<\/strong> per farmi venire le contrazioni. Ho trascorso un&#8217;altra settimana (la quarta) a casa nel panico che da un momento all&#8217;altro potessero partire le contrazioni, ma non \u00e8 accaduto nulla.<\/p>\n<h2>Il raschiamento<\/h2>\n<p>A distanza di una settimana dal day hospital sono tornata in ospedale per una nuova visita. La dottoressa mi ha detto che potevo decidere se <strong>ritentare con il farmacologico o passare al raschiamento<\/strong>, cosa che mi consigliava. Io ero talmente stanca della situazione, talmente devastata psicologicamente e talmente spaventata da una possibile infezione, che ho deciso di fare il raschiamento. Eravamo nelle vicinanze del ponte del 25 aprile e la dottoressa mi ha detto che con il fatto del ponte e di molti medici che non c&#8217;erano avrei dovuto<strong> aspettare ancora una settimana<\/strong> per effettuare l&#8217;intervento. Non l&#8217;ho accettato e le ho detto che pretendevo di farlo immediatamente o al massimo il giorno seguente, ma che non avrei mai e poi mai aspettato un&#8217;altra settimana o addirittura dieci giorni per uno stupido ponte. A quel punto, vedendo il livello di rabbia e sfinimento che mi stava assalendo, la dottoressa ha iniziato a fare qualche telefonata ed \u00e8 riuscita a <strong>mettermi in lista per il raschiamento<\/strong> il giorno stesso. Dopo l&#8217;intervento non capivo pi\u00f9 niente per via dell&#8217;anestesia, ma la sensazione pi\u00f9 forte, che a distanza di mesi provo ancora, \u00e8 stato il <strong>senso di svuotamento totale<\/strong>.<br \/>\nSo che ormai nella mia pancia c&#8217;era solo &#8220;materiale abortivo&#8221;, come lo chiamavano i medici, ma quando mi \u00e8 stato rimosso, quando sono finalmente stata ripulita, ho provato <strong>un senso di vuoto incolmabile<\/strong>.<\/p>\n<h2>Aborto spontaneo e sfera psicologica<\/h2>\n<p>Il mio aborto \u00e8 stato lungo e psicologicamente devastante. Due settimane di confusione in cui nessuno sapeva dirmi se la gravidanza si era interrotta oppure no. Intere settimane senza muovermi. Altre due settimane di visite e di terapie. La paura di una possibile infezione. Ma quello che mi ha fatto pi\u00f9 male in assoluto, oltre alla perdita in s\u00e9, \u00e8 stata la <strong>totale assenza di sensibilit\u00e0 e di umanit\u00e0 da parte del personale medico<\/strong>. Nessuno in quegli attimi cos\u00ec dolorosi, mi ha mai chiesto come stavo. Nessuno mi ha mai tranquillizzata. Mi hanno lasciata ore intere su una barella a sentire i bambini appena nati piangere e a guardare il via vai di parenti felici che festeggiavano le nascite. Hanno sbagliato gli esami, si sono dimenticati di scrivere le dimensioni della camera gestazionale, non ricordavano chi ero da una visita all&#8217;altra. Mi hanno dato appuntamenti a cui non si sono presentati, mi hanno detto pi\u00f9 volte che dovevo tornare al pronto soccorso, mi hanno presa in giro, umiliata e spinta a provare rabbia sopra al dolore, fino ad arrivare a minacciare di chiamare le forze dell&#8217;ordine. Io spero che non sia cos\u00ec in tutti gli ospedali. <strong>Sono sicura che ci sono tanti medici e tante ostetriche umani e sensibili<\/strong>. Ma non ho avuto la fortuna di incontrarle in un momento in cui volevo solo sentirmi al sicuro ed essere abbracciata.<\/p>\n<p>Avevo tanto bisogno di raccontare la mia storia, da un lato per potermi sfogare personalmente ma anche perch\u00e9 penso sia giusto parlarne e perch\u00e9 penso che altre donne che vivono questa situazione <strong>non devono sentirsi sole oppure giudicate<\/strong>. Sono dell&#8217;idea che <strong>i ginecologi e le ostetriche dovrebbero essere istruiti da degli psicologi<\/strong>, perch\u00e9 l&#8217;aborto spontaneo non \u00e8 solo una cosa fisica, ma una cosa psicologica. Il dolore non \u00e8 tanto nel corpo, quanto nel cuore. E nessuno dovrebbe essere abbandonato in questo dolore. N\u00e9 giudicato. E non sono servite a nulla tutte le frasi stupide che mi sono sentita dire: &#8220;<em>Era solo di sei settimane<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Sei giovane hai tempo per riprovarci<\/em>&#8220;, &#8220;<em>In fondo non era ancora formato<\/em>&#8220;. Quel bambino era incredibilmente desiderato e dal momento che ho scoperto di essere incinta l&#8217;ho amato con tutto il mio cuore. Mi sarei aspettata molto pi\u00f9 riguardo nei miei confronti, ma purtroppo non \u00e8 stato cos\u00ec. Il mio aborto spontaneo \u00e8 durato un mese ed \u00e8 stato psicologicamente devastante. In molti non possono capirlo e l&#8217;ho visto sia tra i medici, che tra parenti e amici. Ma <strong>si tratta a tutti gli effetti di un lutto e come tale dovrebbe essere trattato<\/strong>.\u00a0Parlare di questa esperienza, aprirsi cos\u00ec tanto, non \u00e8 per niente facile. Ma forse, tenere tutto dentro, \u00e8 ancora peggio. Parlare con altre donne che hanno vissuto la stessa o una simile esperienza pu\u00f2 far bene ed \u00e8 quello che spero accada con la pubblicazione di questo articolo.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 il giorno del termine e io penso al mio piccolo, che non ho potuto conoscere ma che <strong>ho amato con tutto il mio cuore<\/strong> fin dal primo minuto e che continuo ad amare e ad immaginare.<\/p>\n<p>Chiara<\/p>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;8 Marzo 2019 ho scoperto di essere incinta del mio secondo figlio. La mia gravidanza purtroppo si \u00e8 interrotta a 6 settimane e qualche giorno per via di un aborto spontaneo. 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