{"id":2148,"date":"2019-07-31T10:30:54","date_gmt":"2019-07-31T08:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.puntoevirgolamamma.it\/?p=2148"},"modified":"2019-07-29T21:41:51","modified_gmt":"2019-07-29T19:41:51","slug":"diastasi-addominale-la-storia-della-neomamma-sara","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.puntoevirgolamamma.it\/index.php\/2019\/07\/31\/diastasi-addominale-la-storia-della-neomamma-sara\/","title":{"rendered":"Diastasi addominale: la storia della neomamma Sara"},"content":{"rendered":"<!--CusAdsVi1--><p><em>Oggi ospito sul blog Sara Mariani, una neomamma che mi ha contattata chiedendomi di poter parlare della diastasi addominale. Questo \u00e8 il suo racconto, che deve spronare tutte le donne a prendersi cura della propria salute ed effettuare tutti i controlli necessari.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ho sentito parlare di diastasi per la prima volta ad un incontro di Yoga mamma-bambino, che seguivo quando ero in maternit\u00e0, con una ostetrica del mio consultorio; mi aveva spiegato che era una cosa del tutto fisiologica per le neomamme ma da non sottovalutare se si desiderava fare attivit\u00e0 fisica nei primi sei mesi post-parto.<\/p>\n<p>Mi aveva mostrato come fare un\u2019autovalutazione del proprio addome: sdraiandoti a pancia in su e tirando su la testa come se stessi facendo gli addominali, si pu\u00f2 vedere, una volta che gli addominali si irrigidiscono, una protuberanza (chiamata anche \u201cpinna\u201d) in prossimit\u00e0 dell\u2019ombelico. Mettendo le dita su di essa si pu\u00f2 verificare quante ne sprofondano tra i muscoli retti e capire pi\u00f9 o meno di quanti centimetri \u00e8 la distasi. Potete vedere il mio video dove spiego il tutto qui: <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/tv\/ByxwYLuo2Pg\/?hl=it\">https:\/\/www.instagram.com\/tv\/ByxwYLuo2Pg\/?hl=it<\/a><\/p>\n<p>Loris aveva due mesi quando ho fatto la mia prima autovalutazione. Io avevo circa due dita e mezzo di separazione e questa ostetrica mi aveva detto che non era una diastasi grave e con i giusti accorgimenti avrei potuto recuperare un paio di centimetri.<\/p>\n<p>\u201cRecuperare\u201d non \u201crisolvere\u201d perch\u00e9 purtroppo non \u00e8 una cosa che si sistema del tutto, per nessuna neomamma; i muscoli retti rimangono separati una volta che si sono strappati.<\/p>\n<p>Io, ignorantemente, non mi sono fatta seguire da nessuno e ho iniziato a fare un po\u2019 di attivit\u00e0 fisica per cercare di smaltire una parte dei 20 kg messi in gravidanza. Avevo ricominciato a correre un paio di volte la settimana e a fare un po\u2019 di addominali, non in maniera esagerata, ma con incoscienza.<\/p>\n<p>Anche se nessuno me lo ha confermato, informandomi un po&#8217; sul web ho scoperto che forse avevo solo peggiorato la situazione facendo cos\u00ec; ho stressato troppo il mio corpo e non gli ho dato il tempo di riprendersi come si deve.<\/p>\n<p>Quando i muscoli retti sono separati, se si fanno gli esercizi nel modo sbagliato, si rischia solo di peggiorare la situazione perch\u00e9 i muscoli sotto sforzo tendono a separarsi ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>A distanza di dieci mesi dal parto ho deciso di iscrivermi a nuoto anche se avevo gi\u00e0 capito che c\u2019era qualcosa che non andava nel mio addome da diverso tempo; avevo dei gonfiori anomali ogni volta che mangiavo, tanto che avevo chiesto di fare i classici esami per le intolleranze a glutine e lattosio (risultati poi negativi). Mi sembrava di essere ancora incinta perch\u00e9 sentivo e vedevo dei movimenti che sembravano proprio quelli di Loris quando era in pancia.<\/p>\n<p>Poi ho scoperto che questi movimenti erano dovuti dall\u2019ernia ombelicale e dalle viscere del mio intestino che nel momento della digestione si mettevano in moto e non avendo pi\u00f9 la parente addominale unita che le tratteneva, potevo vederle con i miei occhi.<\/p>\n<p>La pancia piatta l\u2019avevo solo al mattino; ma non era una pancia normale, era piena di solchi. Non era una situazione piacevole da vedersi, n\u00e9 esteticamente, n\u00e9 per la mia salute. Avere degli organi interni cosi esposti \u00e8 pericoloso.<\/p>\n<p>Ho deciso di fare nuoto perch\u00e9 come ogni donna ho pensato \u201ctonifichiamoci un po&#8217; prima della prova costume! &#8230;magari questa pancia va un po&#8217; gi\u00f9&#8230;!\u201d cos\u00ec sono andata dal mio medico di base per farmi fare il certificato per praticare attivit\u00e0 sportiva e, mentre ero l\u00ec, gli ho chiesto di controllarmi l\u2019addome.<\/p>\n<p>Lui ha capito subito, tastandola, che avevo un\u2019ernia ombelicale e un problema di diastasi.<\/p>\n<p>Dal quel giorno ho iniziato a fare ricerche su ricerche e ad immergermi in questo nuovo mondo.<\/p>\n<p>Ho richiesto di fare subito una visita dal chirurgo perch\u00e9 facendo un\u2019autovalutazione avevo visto che la separazione dei muscoli da 2 dita era arrivata a 4; sul web avevo letto che quando si arriva a circa 5 dita il problema non \u00e8 pi\u00f9 risolvibile con trattamenti dall\u2019osteopata o con della ginnastica dolce, ma l\u2019unica soluzione era l\u2019intervento. Avendo anche un\u2019ernia ombelicale vi era il pericolo che si strozzasse, quindi mi sarei dovuta far operare in ogni caso.<\/p>\n<p>La prima visita che ho fatto mi sono fatta incantare da un chirurgo, di cui preferisco non fare nomi, che mi aveva fortemente sconsigliato di operare la Diastasi e che secondo lui incominciando a fare un bel po&#8217; di attivit\u00e0 fisica avrei potuto rinforzare la parete addominale per poi operare solo l\u2019ernia. Non voleva operarmi subito perch\u00e9 lo stato dei miei muscoli non era favorevole per una buona riuscita dell\u2019intervento, quindi mi avrebbe rivisto a distanza di sei mesi.<\/p>\n<p>Quando operano l\u2019ernia (sia ombelicale che inguinale) ti posizionano una rete davanti in modo che questa non esca pi\u00f9 dal buco che si \u00e8 creato. Quel chirurgo mi aveva spiegato che era meglio affrancare questa rete su dei muscoli forti piuttosto che sui miei che erano completamente distrutti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec sono tornata a casa, felice di poter evitare l\u2019intervento che avevo letto sul web essere molto invasivo e doloroso, e per circa 10 giorni mi sono allenata come si deve pensando che da li a 6 mesi sarei stata operata solo di ernia.<\/p>\n<p>Io di natura sono molto curiosa e per quanto questo medico mi avesse veramente persuaso con la sua spiegazione molto professionale, c\u2019era comunque qualcosa che non mi tornava; tutti i siti web sconsigliavano attivit\u00e0 fisica perch\u00e9 peggiorava la situazione.<\/p><!--CusRndVi-->\n<p>In fatti dopo soli 10 giorni di allenamento, facendo un\u2019altra autovalutazione, avevo visto che la situazione era peggiorata, da 4 dita riuscivo a far passare quasi tutta la mano.<\/p>\n<p>\u00c8 venuto fuori poi che quel chirurgo non sapeva operare la distasi.<\/p>\n<p>Un giorno la mia collega di lavoro mi ha dato i contatti di un suo caro amico chirurgo a cui potevo rivolgermi per avere un ulteriore parere cos\u00ec ho fatto la seconda visita. Non faccio nomi perch\u00e9 non voglio fare pubblicit\u00e0 o sponsorizzare nessuno, dico solo che lui lavora al Fatebenefratelli di Milano e privatamente in alcune cliniche molto rinomate sempre a Milano.<\/p>\n<p>Come prima cosa, a differenza del primo medico, mi ha fatto una ecografia e da li si vedeva l\u2019ernia e la diastasi che era di circa 6 cm; mi ha subito consigliato di operarmi spiegandomi che poteva essere molto doloroso e complicata poi la gestione casalinga e famigliare, per\u00f2 mi aveva anche spiegato che l\u2019ernia era da operare per via del rischio di strozzamento (L&#8217;ernia strozzata si presenta quando il foro di uscita dell&#8217;ernia si stringe intorno all&#8217;ansa intestinale fuoriuscita fino a bloccarne l&#8217;afflusso sanguigno. Questa condizione causa forti dolori e, se non trattata immediatamente, pu\u00f2 portare alla necrosi di una parte dell&#8217;intestino. A questo punto si configura la necessit\u00e0 di un intervento di urgenza che pu\u00f2 concludersi, oltre che con la riparazione dell&#8217;ernia, anche con la rimozione dei tessuti necrotizzati fino alla resecazione di una parte dell&#8217;intestino).<\/p>\n<p>Questo chirurgo non voleva operarmi l\u2019ernia senza sistemare la distasi perch\u00e9 c\u2019era il pericolo che la rete che andavano ad applicarmi cedesse a causa della separazione dei miei muscoli che era destinata solo a peggiorare. Ero destinata ad una vita prima di sport o sforzi fisici.<\/p>\n<p>Se la parete addominale si allargava ancora di pi\u00f9 c\u2019era il rischio che la rete applicata per l\u2019ernia si staccasse e quindi avrei dovuto farmi rioperare cadendo in un circolo vizioso.<\/p>\n<p>Tramite il mio lavoro ho una buona assicurazione sanitaria che mi copre anche gli interventi di chirurgia di qualsiasi natura e tipologia, cos\u00ec ho deciso di intraprendere la \u201cstrada del privato\u201d.<\/p>\n<p>Con il servizio sanitario nazionale il mio intervento sarebbe passato e me lo avrebbero coperto interamente perch\u00e9 avevo i due requisiti richiesti: un\u2019ernia e una diastasi superiore ai 5 cm. Altrimenti non ti operano in quanto non la considerano come patologia \u201cgrave\u201d ma solo un difetto estetico. I tempi di attesa per\u00f2 sono lunghissimi (1 anno minimo) perch\u00e9 pochi chirurghi la operano e non in tutti gli ospedali (molte donne sono costrette a spostarsi di svariati kilometri)<\/p>\n<p>Io non potevo, ne volevo, rischiare che l\u2019ernia si strozzasse per non finire operata d\u2019urgenza dal primo chirurgo di turno che non avrebbe considerato minimamente la diastasi.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a>Questo chirurgo a cui mi sono rivolta, fortunatamente era convenzionato con la mia assicurazione cos\u00ec in tempo 2 settimane dalla visita la mia operazione era stata programmata e a distanza di 1 mese mi hanno operato.<\/p>\n<p>Mi sono affidata alla Casa di Cura La Madonnina di Milano dove mi sono trovata benissimo: trattamento da hotel a cinque stelle! Vi avviso per\u00f2 che i costi sono esorbitanti, se non avete un\u2019assicurazione dovete considerare di investirci almeno 10.000 euro.<\/p>\n<p>Sono tutt\u2019ora in ripresa post-operatoria per\u00f2 ormai, a distanza di mesi, la situazione \u00e8 decisamente migliorata. Le settimane pi\u00f9 critiche sono le prime tre perch\u00e9 in quel periodo si hanno forti dolori e non si pu\u00f2 fare nulla. Come da indicazioni ben precise del mio chirurgo non potevo fare nessuno sforzo, neanche per alzarmi dal letto (dovevo farmi aiutare). Non potevo prendere in braccio Loris, non potevo tossire o starnutire liberamente, non potevo sollevare nessun peso. Ho fatto la vita da Bradipo, camminando gobba e a rallentatore.<\/p>\n<p>Passate le prime tre settimane ho avuto l\u2019ok per rientrare al lavoro (in quanto impiegata sto sempre seduta e non faccio sforzi) e da quel giorno la ripresa \u00e8 andata alla grande.<\/p>\n<p>Fortunatamente il mio corpo ha reagito bene e non ho avuto nessun rigetto della protesi che mi hanno impiantato. A me hanno fatto un&#8217;addominoplastica \u2018completa\u2019 (so che a ragazze operate con il servizio sanitario nazionale hanno fatto un addominoplastica \u2018parziale\u2019, con il rischio che la protesi si muova e il lavoro possa essere stato fatto invano). La protesi \u00e8 di circa 30 cm di altezza per 15 cm di larghezza e me l\u2019hanno cucita tutta intorno ai due retti addominali (quelli centrali) che si sono separati. Al momento ho solo qualche dolorino qua e l\u00e0 se esagero a fare sforzi e movimenti che invece dovrei ancora controllare meglio.<\/p>\n<p>Sono tornata a prendere in braccio mio figlio dopo cinque settimane dall\u2019intervento e ora posso tornare a fare nuoto; mentre tutti gli altri sport e le attivit\u00e0 fisiche che implicano un grosso sforzo dell\u2019addome sono rimandati a settembre.<\/p>\n<p>Ho ripreso in braccio mio figlio solo quando i punti che mi hanno messo (sia interni che esterni) si sono riassorbiti. Dovevo aspettare la ferita si rimarginasse bene.<\/p>\n<p>Ammetto che una grossa scocciatura \u00e8 stata quella di dover indossare la panciera giorno e notte per tutti i primi due mesi. Questo infatti non \u00e8 un intervento da fare d\u2019estate!!!<\/p>\n<p>Ora la utilizzo solo di giorno quando esco per non sforzare troppo i muscoli, ma piano piano la sto eliminando del tutto. Mi hanno spiegato che per una ripresa totale, al 100% devo attendere ancora 3 mesi, cio\u00e8 6 in totale dal giorno dell\u2019operazione.<\/p>\n<p>Ho ancora un po&#8217; di strada da fare per\u00f2 sono molto soddisfatta e anche se rimarr\u00e0 una brutta cicatrice sono contenta e credo di aver fatto la scelta migliore per me.<\/p>\n\n<div style=\"font-size: 0px; height: 0px; line-height: 0px; margin: 0; padding: 0; clear: both;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ospito sul blog Sara Mariani, una neomamma che mi ha contattata chiedendomi di poter parlare della diastasi addominale. 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