Storie di Mamme: Sara Guerriero, licenziata perché mamma

Oggi, per la rubrica “Storie di Mamme”, ho il grandissimo piacere di presentarvi Sara Guerriero, una donna che è stata licenziata perché mamma. Ho conosciuto Sara grazie ad un servizio della trasmissione Le Iene e ho deciso di intervistarla, per condividere con tutti voi questa storia fatta di tutte quelle ingiustizie che accadono a molte donne quando mettono al mondo un figlio. Un argomento purtroppo molto attuale, di cui bisogna sempre parlare per mantenere alta l’attenzione nella speranza che non accadano più ingiustizie del genere.

1 – Ciao Sara, prima di tutto ti chiedo di presentarti, in modo da conoscerci meglio.

Salve a tutte! Io sono Sara, ho 36 anni e sono calabrese, nata a Cosenza.

2 – Cosa hai provato quando hai scoperto di essere incinta di Matteo? E di Matilde? E che tipo di mamma sei?

Sono state due gravidanze volute, cercate… Sono stata fortunata perchè in entrambi i casi i miei bimbi sono arrivati subito… Che dire: gioia, emozione e paura allo stesso tempo!!!! Spero sempre di essere una mamma all’altezza delle situazioni che mi capitano… Quello che posso dire è che sicuramente ci metto tutta me stessa per amore dei miei figli!

3 – Ti abbiamo vista in un servizio delle Iene, in cui hai parlato del tuo lavoro e di come sei stata licenziata dopo essere diventata mamma. Vuoi raccontarci cosa è successo?

Son rientrata a lavorare e Matteo aveva solo 4 mesi. Son rimasta in ufficio finché me lo hanno permesso, cioè fino al compimento di vita di mio figlio. Senza prendere un giorno di malattia o permesso. Le mamme in Italia sono tutelate solo fino ai 12 mesi dopo il parto… Dopo un datore di lavoro può decidere del loro destino. Nel mio caso sono stata trasferita per ben due volte da Cosenza a Salerno; per ben due volte ho fatto causa è il giudice ha deciso per il mio reintegro. A quel punto il titolare dell’azienda ha ben pensato, invece di rispettare la decisione di un giudice, di licenziarmi.

4 – Cosa hai provato quando hai avuto la conferma di aver perso il lavoro?

Rabbia, tristezza, frustrazione. Mi sono sentita umiliata e tradita da un’azienda che avevo sempre sentito come mia. Ho sempre amato il mio lavoro. Mi sono sentita buttata via come una scarpa vecchia, ferita come donna e come mamma.

5 – Hai ricevuto solidarietà dalle tue colleghe di lavoro, principalmente donne come te?

La solidarietà è arrivata dalle ex colleghe, donne che avevano subito trattamenti simili al mio purtroppo. Le colleghe di sede sono scomparse… Eppure per sei anni abbiamo lavorato gomito a gomito quotidianamente. È stata una delusione fortissima. Specialmente se si considera che il 90% delle mie colleghe è appunto donna.

6 – Hai intenzione di andare avanti in questa tua battaglia?

Ho intenzione di continuare a lottare per i miei diritti, che poi sono gli stessi di tutte quelle donne e mamme discriminate sul posto di lavoro. Abbassare la testa non è nel mio carattere. Subire ingiustizie non è nel mio carattere. Spero di avere la forza di andare sempre avanti, perché comunque facile non è.

7 – Torneresti in quella sede di lavoro?

Certo, tornerei al mio posto di lavoro. Perché è un mio diritto. Ci tornerei dopo le sentenza del giudice, a testa alta.

8 – Cosa pensi di questa società che troppo spesso costringe le donne a scegliere tra un lavoro e un figlio?

Lo dico da luglio 2016, da quando è iniziata la mia triste storia: non è un paese per mamme. E le istituzioni, così come la legge, non ci tutelano abbastanza.

9 – Cosa vorresti dire ai datori di lavoro che scelgono di licenziare le donne solo perché hanno avuto un bambino?

Mi fa tristezza che ancora oggi le mamme siano viste come un peso e non come una risorsa. Le donne che hanno figli non sono meno produttive degli altri lavoratori anzi, hanno una marcia in più. Tutti dovrebbero riconoscerlo, tutti dovrebbero sapere che la forza di una mamma è grandissima.

10 – Cosa, invece, vorresti dire alle donne che sono nella tua stessa situazione?

Alle donne che subiscono discriminazione vorrei dire: denunciate! Cerchiamo di cambiare qualcosa, facciamolo per i nostri figli, perché ne hanno tutto il diritto. Lottiamo per loro. Proviamo a farlo per un futuro migliore.

11 – Come vedi, ora, il tuo futuro?

A giorni nascerà la piccola Matilde e dovrò concentrarmi su di lei… Dal punto di vista lavorativo ho molto timore del non sapere cosa dovrò aspettarmi, ma allo stesso tempo ho la consapevolezza di combattere una battaglia a testa alta, una battaglia per tutte le donne, per tutte le mamme, una battaglia che dedico ai miei figli. In ogni caso, comunque vada, ci ho messo la faccia e tutto il mio impegno. Ho la coscienza pulita. E se qualcosa si smuoverà, sarò felice di condividere i miei risultati con tutte quelle donne che, anche non conoscendomi, mi hanno espresso solidarietà.

Potete vedere il servizio delle Iene, dedicato all’argomento e in cui è presente Sara cliccando QUI.

Tanti auguri per la nascita della piccola Matilde!

Chiara

Se desiderate raccontare la vostra storia e partecipare alla rubrica “Storie di Mamme” potete scrivermi a: info@puntoevirgolamamma.it

1 Comment

  1. È un bellissimo post, così come interessante è la tua rubrica. La storia di Sara mi indigna profondamente, e mi fa molto arrabbiare Più ancora mi avvilisce la poca solidarietà femninile che spesso emerge in queste occasioni…se solo sapessimi stare unite! Penso che blog come il tuo in cui parla della vita delle mamme, servano anche a questo: a ricordarci che siamo tutte sulla stessa barca, nel bello che c’è in questa esperienza meravigliosa, ma anche nelle difficoltà che possiamo incontrare in questo percorso.
    Un saluto grande

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